
La conclusione di un mandato, in politica
In politica, abbiamo mandati senza e con rappresentanza.
Un mandato senza rappresentanza è un ruolo che assumi dietro nomina di una persona. Quest'ultima conferisce a te l'incarico, e tu svolgi a tuo modo un mandato che in genere coincide con il periodo occorrente per svolgerlo oppure con il periodo di governo di quella persona (ultimamente lo chiamarono 'spoils system', cercate un'espressione italiana perché ne abbiamo tante).
Un mandato con rappresentanza è tipicamente un'elezione a un organo legislativo o esecutivo, da parte di un gruppo più o meno vasto di persone. Se non ci sono regole e limiti, nelle democrazie moderne ne puoi ricevere in numero illimitato e così allo scadere - se sei forte politicamente - opera una sorta di rinnovo da parte dell'elettorato stesso. Difficile trovare altri modi di terminare, all'interno di ordinamenti in cui quel mandato viene protetto mediante guarentigie varie perfino dall'intrusione della magistratura. In questo senso, un mandato politico è concetto tipicamente moderno. Tre secoli fa chi aveva coscienza politica lottava, fondava movimenti, andava in esilio, spesso veniva incarcerato. Non esistevano mandati, perché le elezioni erano pressoché sconosciute. La politica era dunque soltanto un agone idealistico in cui si consumavano missioni di riscatto da un giogo totalitario oppure brevi infatuazioni che terminavano appena il contatto con la dura realtà (prigioni, impiccagioni, ecc.) determinava la scoperta di una società politicamente affidata a monarchie e dinastie. Oggi lo scenario è 'regolarizzato' da sistemi che mandano in rappresentanza chi vi si candida, semplicemente. Come se voi diceste: "Voglio recitare", e immediatamente c'è un tizio del Pds che dice: "Va bene, allora vieni con noi e ti mettiamo nella lista di coloro che probabilmente reciteranno". Uno dei concetti più 'stroncati' su questi siti è proprio la candidatura, per noi cosa completamente incomprensibile. Se colui che ha un talento dovesse candidarsi per esprimerlo, avremmo settori con migliaia di intrusi e un attore molto bravo dovrebbe scontrarsi con uno molto mediocre correndo il rischio che vinca quest'ultimo. Esistendo candidature, naturalmente vagliate da una commissione direttiva, l'inserimento in una lista è automatico. Se la persona inserita non ha avuto successo alle elezioni, resterà un inutile ricordo di un concorso a 'svolgimento cieco'. Tali sono le elezioni, procedure in cui gli individui si recano in un luogo e scrivono segretamente un segno su un nome di candidato o di schieramento. Altrettanto segretamente alcuni altri, chiamati 'scrutatori', provvedono a fare la conta. Metodi antidiluviani.
Perché si candida, chi si candida? I motivi ufficiali verrebbero detti in questo modo. Vado con il Pds, perché sono d'accordo con quello che dicono i suoi membri su imposte, salute, economia, edilizia popolare, ambiente, aborto, terapie sociali, politiche familiari. Se uno domandasse: "Quando si concluderà il tuo mandato?", il candidato oggi non dà più la risposta che ci si attenderebbe (Torno a casa quando avremo realizzato i nostri ideali in tema di imposte, salute, economia, edilizia popolare, ambiente, aborto, terapie sociali, politiche familiari). In pratica, non sa nemmeno lui quando terminerà. Se un 26enne viene eletto in Parlamento, in teoria potrebbe rimanervi per tutta la vita. Al momento di declinare le sue generalità, quindici anni dopo, dovrebbe un tantino vergognarsi.
FAQ. Perché? Perché stare dentro quelle aule a tempo indeterminato, come dico sotto, non è cosa molto bella.
Per non correre il rischio dirà, come in genere fanno: "Sono un parlamentare della Repubblica". Come se un attore dicesse: "Sono un operatore del cinema". Se un parlamentare comunista eletto nel 1994 avesse conseguito i suoi obiettivi, si sarebbe già ritirato tre o quattro anni dopo. Avrebbe detto: "Ho fatto cambiare la legge sull'aborto, abbiamo deciso assegni familiari e detrazioni come volevo io, abbiamo aumentato gli sgravi, abbiamo rimesso le imposte sulle seconde case, abbiamo elevato il reddito medio dei lavoratori dipendenti". Invece, nel 1996 si rimise in pista e nel 2001 non fece che ripresentarsi per continuare un'attività fatta di parole e di schermaglie quotidiane. In questo quadro, sprovvisto di senso e di criteri delimitanti, appare poco utile anche fare indagini sulla conclusione di un singolo mandato poiché il candidato che viene eletto non si pone lui stesso il problema. Venuto ad assumere un incarico come capo-gruppo e poi come segretario di un partito, non fa che amministrare lo spazio di potere che il gioco gli concede. Non diversamente accade nel Monòpoli. Che poi quel parlamentare passi denaro alle casse del partito è cosa risibile perché essendo comunque denaro dello Stato non è che una 'partita di giro'. FAQ. E se uno non realizza in quei tre o quattro anni i suoi ideali? Sarebbe giusto che si ritirasse, perché è come se un attore recitasse per 20 anni vedendo denaro per vivere ma non spettatori che lo guardino. Ogni attività ha necessariamente degli ideali e degli obiettivi. Se ne esiste una che consente a chi la pratica di amministrare comodamente denaro e posizione, diventa appunto un Monòpoli con tante tessere e basta. Vera attività politica, torno a ripetere, non è quella bensì l'attività normale che si effettua ogni giorno all'interno delle città e dei comuni. L'attività della polis: maestri, artigiani, meccanici, commercianti, medici, ecc.ecc. L'altra, che si svolge in Parlamento o nelle stanze del governo, dovrebbe esistere per la realizzazione di alcuni obiettivi e conseguiti questi far terminare il mandato. Siccome non c'è alcuno che possa stabilire dei limiti, chi vi si inserisce ci campa a tempo indeterminato. Buon per lui: ha profittato. Più di questo non possiamo dire. Tutti voi capite che stare tanti anni dentro le aule parlamentari a pigiar bottoni o fare chiacchiere sul testo della nuova legge sulla procreazione non è cosa né produttiva socialmente né utile per se stessi. Se Fini avesse avuto una sua competenza specifica, noi avremmo detto: "Bene, il signor Fini venga a Montecitorio e ci dia il suo parere qualificato in quei tre settori". Non avendo egli mai avuto competenze specifiche, la sua vita politica è fatta soprattutto di schermaglie di partito e di riunioni. Chi terminerebbe, da solo, quel mandato? Bisognerebbe essere autolesionisti o missionari. Dossetti, che era speciale, lo fece da solo dandosi a un ruolo più dignitoso. I colleghi della DC, che speciali non erano, presero a sopravvivere entro quel transatlantico senza conclusioni proiettabili in un momento determinato. I più forti si impossessarono così delle poltrone di Stato. Se voi vi impossessate di quelle, in parlamento, non c'è una legge o un signore che arriva e dice: "Terminerete tra sei anni". Chi o cosa dovrebbe dirlo? Se una persona ha una sua dignità dovrebbe essere la testa stessa a dirglielo. Però il sistema permette la sopravvivenza, e allora ecco che quel settore si compone di tante aree (partiti), che astutamente si fanno finanziare dallo Stato per sopravvivere in base all'art.49 Cost. Persistendo quel sistema, ripeto ancora, avrebbe sempre ragione chi si assenta o non partecipa. Chi viceversa vi ha partecipato, con un certo profitto, si è dato a un sistema redditizio degli Stati moderni e basta. Non risulta che parlamentari o ministri degli anni '60 e '70 abbiano terminato la propria esistenza con un grande bilancio all'attivo. Nei casi migliori (Bozzi, Merlin, Fortuna, ecc.) si diventava al massimo intestatari di una legge. Per il resto, nessuno di quei politici sarebbe finito nelle lapidi di Memoriale. Questo valga a segnalare a tutti quanto screditata sia stata in progresso di tempo quella attività. FAQ. Ma perché partecipare alla formazione delle leggi o alle chiacchiere politiche a un certo punto ha perso dignità? Perché, come appena detto, gli individui non facevano che aggregarsi a un carro. Vedevano altri, e ci andavano anche loro. FAQ. Il sistema da te proposto come riforma il carrozzone? Basta andare sui link politici della home page: in Parlamento deve andare chi sa fare le leggi, al governo chi sa governare. Terminato un certo numero di anni, venendo su nella società elementi più dotati, è giusto che anche lui lasci e che qualcuno più giovane prenda il suo posto. FAQ. Però è difficile fare una legge per fissare limiti di mandato. Non risulta che altre categorie dicano che un notaio può esercitare solo per otto o dodici anni al massimo. Ma quello non è un mandato. Se vogliono le elezioni, invece, per loro non esiste altro che il mandato. E quindi ne parleremo ancora in questi termini. Il fatto che l'elezione politica sia un mandato implica, per definizione, che la persona lo svolga per un certo tempo e basta. Anche qui, come vedete, il concetto più semplice trionfa su tutti. Non c'è bisogno di grandi discussioni. Hai esaurito la tua missione? Non sei riuscito, viceversa, negli obiettivi o in quello che dovevi fare? Torna all'altra tua attività. In questo, che tra l'altro è governato per buona parte dai media, si finiva tutti per navigare. Quando stai molto comodo, in un settore, è segno che la vita non va molto avanti. Io, spesso, quando li guardo mi domando: "Che fanno, da quelle parti?" E' difficile per me immnaginare una persona di 55 anni perfettamente inserita in un transatlantico in cui si fa vita di società all'interno del mezzo stesso. Se è intelligente, io le domanderei: "Perché non stai sulla terraferma, magari facendo cose più utili?". Per fare un'immagine, io vedo Parlamento e governo di questo paese come due navi da crociera che trascorrono anni andando avanti e indietro negli oceani. Esempiom che mi piace e rende l'idea: chi sta su un transatlantico da crociera che non attracca mai da alcuna parte non fa che navigare e sopravvivere bene, durante la giornata intrattiene vita di relazione con gli altri a bordo, ma da quelle esistenze esce fuori poco o nulla. E la mancanza di una scadenza, nel senso di attracco, equivale alla mancanza di una conclusione di quel mandato. FAQ. Però quel transatlantico influenza in modo decisivo la vita degli altri. Il fatto di decidere leggi che regolano la vita altrui, oggi e in quel sistema, è sempre meno determinante. E così, se non realizzi qualcosa di particolare, quelle esistenze - garantite poi da liquidazioni e pensioni inutili - cominciano a servire poco. Rifatevi sempre alla vignetta finale su Wu Yi. Io, pensandoci, ho trovato che la sua influenza sul mondo fosse scarsissima. E non ho cambiato idea: ci sono migliaia di donne che fanno blog in rete che hanno più influenza di lei. In Italia, continuano a pensare che un parlamentare che si vede in Tv sia una persona più importante di un orefice del centro di Roma. Sbagliano. Se però avessimo un sistema differente, in cui va in Parlamento chi sa fare le leggi, gli equilibri sarebbero ristabiliti e quelle persone sarebbero davvero socialmente importanti.
FAQ. Tu hai esaurito la tua missione? Sì, la missione che avevo ad inizio pagina l'ho esaurita e così mi trovo a fine pagina. Essendo persona che conosce i limiti di un mandato, so anche dirlo. Fine del mio mandato, sul tema di questa pagina.
Pagina pubblicata originariamente il 13 settembre 07 sull'INFO dell'autore - Ripubblicata su questo sito, leggermente ridotta, il 25 ottobre 2009