TEACHINGS FOR A NEW ERA - On literature

Pian piano, anche 'letteratura' sarà un'altra cosa
Uscire anche fuori dal testo stampato su carta


(HD) - L'évanouissement du livresque et des prévisions
(July 24, 2009 - In French)

FAQ. In this video you referred to a long period of research and readings alternative to religion. What did you mean? I meant to remind you all that for decades in the last century a great many people all over the world, especially the highbrow, had made a passionate research on esoteric sciences and really put the former sacred texts aside. My work left its own distinctive mark after my solving the main problem in an unheard-of way (my finding out a different origin of the highest word). This worked as a wonderful exit strategy.


Trying to get out from the page
(August 15, 2009 - In French)
(Almost completely in the dark)


The art of the novel, today
(August 16, 2009 - In English)
The video, for the first time, was provided with background music. Moice was recorded with the external microphone of the videocamera.


Literature, if we look ahead
(August 17, 2009 - In Italian)
Optimized for a smaller screen size

Is the passing of time something to evaluate? It's a very precious thing, underrated by those spending it in an endless reading of novels. If one gets locked for four hours in a train having a breakdown, the novel is to be found just in that. Your reappraising what's not written on paper seems a recovery of the current events, that had always been considered as historical ones only. Just so. I meant to reappraise the narrative function of this, which was to be seen as well in my description of the years. Recognizing a literary award to artists staging their works would be a great asset. Are there many examples or patterns of novels that are not written? A countless number. They are the most interesting, compared to the endless stream of every year's new entries. In this video, your fingers... It was a hot afternoon. I wiped the sweat from my cheeks.


What is a text?
(August 19, 2009 - In Italian)

Perché la critica letteraria non riusciva a risalire dall'opera all'autore? In realtà, lo sapeva fare solo in modo formale quando si pensava di attribuire un'opera a un autore. Quello che mancava era una spiegazione che collegasse quei contenuti alla persona. Chi sa interpretare un tema natale lo fa abitualmente. Quello del presunto esordio sarebbe uno dei casi in cui non esiste un inizio e una conclusione? Esatto. Quello che intendevano loro con 'esordio' era solo un'entrata attesa o preventivata in un empireo letterario. Non verificandosi che in rari casi, in pratica si trattava solo di dare un termine tecnico alla 'prima volta'. Sarebbe bastato non contarle, e il concetto perdeva automaticamente di importanza. A quel punto alla domanda ovvia (Prima volta che mette in commercio un libro, tutto qui?) la constatazione del feticcio sarebbe stata immediata. Ma anche qui nessuno pose mai 'spalle al muro' chi usava questo termine. Se tu incontri un letterato che non ha mai pubblicato un suo libro, in che senso lo iscrivi nell'universo letterario? Nel senso che possiede determinate caratteristiche. Il fatto che pubblichi libri o no è irrilevante. Allora anche i premi dovrebbero tenerne conto? In parte sì. Del resto, se si dà un riconoscimento per un'opera svolta non si guarda alle pubblicazioni. L'opera è anche ciò che la persona fa nello svolgimento di un'attività. In questo senso, è abbastanza grave che la società non dia riconoscimenti anche a persone che lavorano facendo mestieri umili e invisibili. Un'apparente contraddizione. Nell'altro video dici che non c'è alcuna crisi: continuano a vendere libri e la gente li legge. Qui dici che siamo in fase discendente. Nell'altro parlo di narrativa e del mercato in generale. Qui parlo della forma-romanzo e di testo dei libri, cose che dopo tanti anni cominciano a osservare una inversione di tendenza dovuta anche a Internet. E difatti specifico, quando dico che la continuità di cui parlo nell'altro resta solo per una ristretta fascia di pubblico. Io vedo quasi soltanto donne e ragazzi/e leggere romanzi. Conclusione: se prendo tutti quanti, la curva è senz'altro discendente. Nel video spieghi che 'testi' esistono anche fuori della letteratura scritta. 'Testo' deriva da 'tessuto' e il verbo 'tessere' naturalmente si applica anche a sostanze corporee o incorporee che possono produrre un significato. In origine, come è ovvio in una civiltà in formazione il termine si applicava alla combinazione di parole orale o che veniva trasferita su supporto. Avremmo detto 'niente parole = niente testo'. Nella civiltà contemporanea, in cui siamo padroni del nostro corpo e rappresentiamo significati in vario modo, viene tessuto anche in maniera inconsapevole un gran numero di significati. Essi formano appunto un testo. Beh, ma la tradizione orale e l'affabulazione non sono fatte di parole? Esse possono anche essere scritte, successivamente alla fase orale. Sì, ma l'affabulazione non è fatta solo di questo. Quando un attore o un protagonista della oralità si esprime, conta tutto l'insieme di movimenti prodotti con il corpo. E quindi vedete che anche qui usciamo dalla costrizione della pagina scritta che poi diventa testo di un libro.


(HD) - Every book was a fragment of life
(September 6, 2009 - In Italian)

Ogni esperienza culturale (un libro, una cosa che facciamo, una cosa che ci impressiona, ecc.) ha un ciclo, alla conclusione del quale essa andrebbe considerata 'superata'. E' superato ciò che non dà più utilità al tempo presente. Tu dici che una ricerca su Schoenberg, dieci anni dopo, non ti sembrava rilevante come in precedenza. Perché? Questi sono impulsi che si creano in modo autonomo. Noi veniamo spinti, incuriositi verso qualcosa che poi decresce di interesse. Che sia così, è naturale. In caso contrario, ciascuno si fossilizzerebbe su pochissime cose. Ciò che è positivo, nelle fasi che poi terminano, è il fatto che evidentemente non abbiamo più misteri da risolvere. Se leggo un libro sull'affondamento del Titanic, poi non vi torno più. Su cose e uomini torno quando il mio cervello mi porta a dover scoprirne qualcosa. La rivisitazione di una vita, con cui termina questo video, non fa pensare a una conclusione prematura? No, io rivisito cose mie o di altri quando devo farlo. Lo facevo ai 30 così come lo faccio ai 52. Anzi, una delle mie passioni fu sempre il ripensare alle situazioni già vissute immaginando di riviverle. A quale motivo si deve il fatto che a 50 vivi le cose, senza necessità di stamparle? Perché sono consapevole che gran parte sono ripetizione di altre, e così stamperei cose che già sono contenute nei miei scritti. In questo senso, fornisco un esempio a tutti coloro che stampano libri ogni anno o quasi. A che serve? Si può dire a un direttore d'orchestra che a 76 anni non è bello rieseguire in pubblico per la 400° volta la seconda di Brahms? Io l'ho fatto. E gli addetti del settore mi capiscono. Se quasi nessuno lo fa è perché anche qui mancava coraggio. Peraltro, allo stesso direttore farò le mie congratulazioni per il notevole lavoro svolto sulle giovani orchestre.


Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(January 3, 2010 - In Italian)

Nuova lettura, per un'opera di letteratura che all'epoca non fu compresa. Nessun questore o dirigente di polizia direbbe quelle cose: la conclusione dunque trasse in inganno chi si limitava a seguire la trama. Occorreva interpretarla, poiché era solo una metafora. In un film in cui il protagonista finisce in uno strano circuito mentale, è normale che alla fine l'interlocutore non sia più il corpo della Polizia bensì il suo stesso corpo. Due refusi: a) nel video citando la frase finale ho distrattamente invertito le parti: la persona inutile era Florinda; b) la data di morte attribuita a Pirro. E' vero che spesso gli attori stessi non si rendono conto di molti significati? Verissimo. Questo lo dissi anche per 'Il sorpasso'. Nella lavorazione il cast si immedesima nella parte e basta. Le cose che vengono molto bene sono per lo più involontarie, e nemmeno chi le scrisse o le rappresentò poteva sapere.

Cerchiamo di capire perché un'opera può sfuggire di mano al punto da trasmettere tutt'altro significato.
FAQ. E quindi cosa dobbiamo pensare? Se avesse voluto fare intendere un'altra cosa? Se avesse voluto fare intendere un'altra cosa, il regista avrebbe dovuto girare un altro finale. Il problema del finale, in tutti i film con la polizia, esiste. Se ti orienti verso una soluzione originale, il film può prendere un'altra strada. Pensate, in questo caso, a un suicidio del protagonista (dramma) oppure a un colpo di scena per mano di un collega che lo salva (predica morale, pro Polizia). Insomma, come vedete, basta poco: il discorso sarebbe cambiato, perfino facendo intravedere un genere diverso. Queste sono tessere precise, che danno un'identità al film. Talvolta il regista non se ne avvede, e al momento della visione dopo il montaggio la pellicola appare in una luce nuova che non era stata prevista.

Accadde anche a Coppola, di non accorgersi. Credette di girare un musical, con colori particolari e con vicissitudini di coppia giunte nella fase critica. Invece venne fuori, come in tanti altri casi, un indicatore della storia collettiva di quegli anni e una potente macchina simbolica ricolma di significati. I critici, soprattutto, non seppero vedere oltre la superficie.


Quando le immagini, in sincronia con la musica, diventano letteratura
(February 3, 2010 - In Italian)


L'autopromozione non giova
(May 23, 2010 - In Italian)

Andiamo per ordine. Tu contesti a questa signora, di cui peraltro hai stima, che sindaco non dovesse essere quel tipo sociale da lei rappresentato. Esatto. Ecco il discorso collegato alla mia contrarietà al sistema elettorale. Se tu dai ai cittadini da votare, è chiaro che quelli votano una signora e non un docente universitario che parla difficile. E invece, per natura, le parti avrebbero dovuto invertirsi. La città ha bisogno di intelligenza, non di amministrazione su un tavolo e di dialoghi in consiglio comunale. Qui la cosa singolare fu proprio il 'turarsi il naso' delle varie giunte davanti alle esternazioni di quel tipo di intellettuale. Era come se essi si dissociassero sempre, ridendosela in separata sede. Sbagliavano loro in verità. Quelle cose non erano inutili. Eppure quest'uomo comandava, in città. Ecco il punto dolente. Se si profitta delle circostanze in quel modo, si diventa 'baroni' a prescindere. Difatti, molti in questo senso avevano e hanno tuttora la sensazione che a Genova non vi sia nessuno. Proprio perché nessuno sarebbe riuscito ad opporsi alla sua onnipresenza culturale. La mancanza di opere. Tu facesti un giorno un'osservazione sulla quantità, anzitutto. Aveva pubblicato più di 80 volumi, nessuno dei quali aveva ricevuto una considerazione che andasse al di là della semplice presenza in biblioteca. Qui per forza di cose ho assunto un atteggiamento a metà strada. La pubblicazione di un libro produce cattive sensazioni se dà un best-seller. Ma quelle si formano anche nella situazione contraria. Non erano libri molto leggibili. E la maggior parte erano più che altro ideologia culturale resa antiquata dai tempi. I limiti del contenuto? I limiti consistevano nel non arrivare mai a qualcosa. Se un uomo assume solo alcune simpatie, qua e là, senza abbracciare interamente un settore né crearne uno egli stesso (qui mancò sempre la creazione di una tendenza, di una scuola vera e propria) il suo attraversamento della vita resta un tantino generico. L'inserimento, qui, era troppo prosaico (inserimento in docenza, baronato, concorsi ecc.). In facoltà ad esempio si limitò a impersonare un docente vecchio modello, che dialogava poco e poco si faceva contattare. La vita, a suo stesso dire, sarebbe un 'caos'. Cosa che la vita non è. La famiglia, infine. Tu contestavi soprattutto questo. Tuttora, direi. Se un intellettuale, dopo un incontro pubblico, telefona quasi sempre alla moglie o a uno dei figli (con le frasi di prammatica) la mia considerazione per l'uomo scende molto.


Un autore senz'opere, nel Novecento
(May 25, 2010 - In Italian)

Questo video riporta contenuti che già avrebbero potuto dirsi 20 anni fa. Dunque? Dunque, constatiamo anche qui una situazione ormai fallimentare, in quanto statica, del nostro panorama letterario. Ditemi quale uomo intelligente oggi può mettersi a leggere a 50 o 60 anni di età i romanzi che escono in libreria. Al 90%, a parte la lingua usata, sono cose che si sarebbero potute stampare 40 anni fa. Siamo dunque anche qui a una grande Apocalisse finale. La mia constatazione sugli mancati sviluppi di poesia da una parte e narrativa dall'altra si riduce al pensiero seguente. Se fossero esistite vera società e insieme vero ambiente letterario, con contributi da parte della classe politica, oggi vivremmo un'epoca dell'oro e non avremmo nemmeno bisogno di fare stampare cose a gente che ancora fa sogni inutili. Viceversa, non generando sviluppi i momenti-chiave degli anni '50 e dei primi anni '60, la situazione vede un'immobilità generale. La letteratura di cui si parlava nella prima metà del secolo oggi non esiste più, e la lettura di vicende soltanto diverse nei nomi e nell'ambientazione non soddisfa più chi è andato avanti. Ecco la spiegazione più vera della mia rifondazione. Con la nuova concezione di 'letteratura', tu in pratica ne hai vissuto tanta pur senza mai finire in libreria come autore. Ecco il nucleo del concetto. E le opere sono state pubblicate sul Web. Io di scossoni, raccontando le mie cose e la mia esistenza, ne ho dati qui di migliaia. Un paragrafo della home page di Apoteosi non basterebbe forse a scuotere tutto il pianeta? Se non ne vivrete anche voi, nulla continuerà a succedere. Una volta spiegato alla signorina di 32 anni che non deve più stampare una cosa già messa insieme (anche se non proprio allo stesso modo), le facciamo capire che ci interessa di più quello che lei ha vissuto. Se è in grado di raccontarlo, anche in senso teatrale o con altre performance varie, è un'autrice. Se non è in grado, la vediamo ancora fare cose che non producono alcunché (quando stampa quella cosa, che insieme alle altre 39.000 va in libreria durante l'anno e viene letta da 400 persone, che succede?). Quest'autore viene da te contestato come uomo nel video precedente, e riconsiderato in questo. Ma le enciclopedie non seppero mai presentarlo. Allora come facciamo? Qui faccio una battuta. La Treccani presentò chi si era presentato a lei. Chi si era presentato a lei non si presentava mai ad alcuno. Marciare in questo modo all'interno delle istituzioni è come avere sempre un posto a teatro senza pagarlo mai solo perché si è amici del padrone. Io non mi sono mai diretto verso qualcosa con interesse. Proprio per questo ho vissuto molta letteratura. Dai un'immagine con una donna davanti. Lui l'avrebbe sposata, per aver poi un rifugio e uno a cui telefonare. Io l'avrei penetrata, per averne letteratura e conoscenza.