TEACHINGS FOR A NEW ERA - Tempo

Il tempo che noi pensiamo 'trascorrere' è nient'altro che l'esistenza di materia
Chi nasce in questo momento dunque, in quanto frammento di universo, è questo momento stesso


Video che porta concetti completamente nuovi e rivoluzionari, che nessuno al tempo di Einstein poteva immaginare. E proprio quel mondo quadridimensionale non è più un modello adeguato. Il concetto di tempo è intrinseco alla materia stessa e dunque la permea da sempre in modo che ogni singolo istante è unico per tutto e per tutti.
a) Indietro nel tempo non si può, e se si potesse rivivremmo in pratica ciò che è già accaduto. Io cito l'ipnosi, ma in fondo anche con la regressione a vite precedenti non facciamo che rievocare passivamente episodi a cui la nostra coscienza assiste nuovamente; b) Nel futuro nessuno può andare: di esso possiamo avere solo una singola intuizione o anticipazione se siamo sensitivi.
N.B. Quando faccio l'esempio della caverna, che è la chiave di quel pensiero, dovete intendere '3 anni'. Io dico '2', senza tener conto del fatto che più di 1200 giorni corrispondono ad almeno 3 anni. Importante è capire l'idea.

LA C.U. (THE ONLY CONCLUSION) NEL 'PARADOSSO DEI GEMELLI'. In astronomia, è sempre valso un dogma secondo il quale tempo e distanza sono collegati. Finora il comportamento di ciascuno era costante nel seguire ciò che si era sempre detto. Anche nel caso dei gemelli, noterete che per almeno 70 anni si ebbe paura ad intervenire. FAQ. Oggi, piuttosto che smentire quella storia, gli astronomi preferirebbero dire che non si può dimostrare. Perché? Cosa sembra molto strano? I fisici si stupiscono nel pensare che un viaggio a quella velocità lasci l'inter-tempo quasi invariato dopo un lungo percorso. FAQ. E invece? E invece proprio un ragionamento teorico smentisce il paradosso dei gemelli. Un percorso lungo è formato dalla somma di un gran numero di segmenti (=ogni secondo che passa, proiettati in un punto distante 300.000 km.) che alla fine (esempio: tre mesi o tre anni dopo) non cambia il sistema iniziale di riferimento. Quello esterno non può cambiare. Quello del sistema di riferimento dell'osservatore, naturalmente, a quella velocità si limiterebbe a trasportare 'inavvertitamente' qualcosa nello spazio. Qualsiasi destinazione venga raggiunta a quella velocità lascerebbe l'ipotetico viaggiatore nel medesimo Universo. La differenza biologica si ha soltanto nella sospensione dei processi fisiologici. Dopo 10 minuti di percorso a 290.000 km. al secondo è come se il passeggero avesse messo in letargo il corpo. Siccome questo si potrebbe fare solo per una durata limitata, ecco che l'interesse della storiella (se fosse reale) sta solo nel verificare quanto resisterebbe in vita un corpo umano proiettato a quella velocità. Tutto qui. Ancora una volta, il ragionamento più semplice chiudeva l'intera questione. Se l'astronauta tornasse, egli si limiterebbe a constatare che tempo risulta poiché a bordo non poteva essersi accorto.
IN SINTESI. Se voi voleste sperimentare davvero cosa accade a un vostro gemello che viene lanciato nello spazio a 290.000 km. al secondo, dal momento che l'esperimento non è realizzabile, potreste soltanto osservare quanto il suo corpo resta in vita nel corso del viaggio.